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Vincere al Superenalotto: lo Stato batte tutti con entrate superiori a qualsiasi altro gioco

Montepremi record al Superenalotto: 100 milioni di euro. Ma come si calcolano le vincite?



Montepremi record al Superenalotto: 100 milioni di euro. Un gioco che piace e ha fatto venire la febbre a quanti sperano di trovare la combinazione giusta per vincere una cifra (magari anche inferiori al jackpot finale) che potrebbe cambiare la vita e a un'altro rpotagonista, lo Stato.

Perché a guadagnare dal Superenalotto non è solo chi scommette ma anche le casse dello Stato. Su cento euro incassati, per esempio, la lotteria gestita da Sisal, ne versa il 49,5% allo Stato, ben al di là di quel 20 e 30 per cento, previsto per gli altri giochi, e del 5% associato alle scommesse sportive.

Così nei primi nove mesi del 2008 la raccolta ha raggiunto il miliardo e 460 milioni, di cui 723 destinati allo Stato. Come si calcolano le somme di vincita? Il montepremi è costituito dal 38% dell’incasso totale e viene ripartito in 5 parti uguali fra le cinque categorie di vincita 6, 5+, 5, 4, 3.

In assenza di vincitori con il 6 e con il 5+, la quota del montepremi viene riportata (con il meccanismo chiamato jackpot) al concorso successivo. Nel caso in cui il jackpot raggiunga il tetto stabilito dal regolamento (50 miliardi per il 6, e 25 miliardi per il 5+) e non ci siano ancora vincitori, l’incremento non sarà più dell’intera parte di montepremi, ma solo del 4%.

Una volta fatto il ‘botto’ del Superenalotto, la vincita non è soggetta a tassazione perché le responsabilità fiscali risultano già assolte all’atto della giocata attraverso l’imposta unica di gioco e la percentuale, spettante al montepremi, è fissata a livello nazionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il