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Occupazione scuole e università e scontri a Milano per riforma Gelmini. Berlusconi vuole polizia

Proteste e scontri per la riforma della scuola del ministro Gelimini. Il premier Berlusconi annuncia l'intervento della polizia.



Invadono le strade, bloccano le ferrovie, occupano i rettorati: gli studenti italiano protestano, in maniera forte, contro il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. E la lotta sembra vana, perché, “Il decreto Gelmini sulla scuola non verrà ritirato”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che dice che la manifestazione del Pd di sabato non offrirà proposte alternative. Avanti tutta, dunque, con le nuove linee guida lanciate dal decreto Gelmini.

Berlusconi dice che non è vero che il tempo pieno sarà ridotto. Con l'introduzione del maestro unico e l'eliminazione delle compresenze si libereranno più maestri ed in 5 anni ci saranno 3950 classi in piu' con il tempo pieno. Inoltre, verrà bocciato chi ha il 5 in condotta ma solo con il consenso del consiglio di istituto e di quello di classe. E per quanto riguarda e classi 'ponte', non c'è razzismo ma buonsenso. Questo sistema, continua il premier, vige già in altri Paesi con Francia e Germania.

Nel frattempo, a Milano sono scoppiati scontri con la polizia, bloccata la stazione ferroviaria a Bologna: dopo essere scesi in corteo per via Indipendenza, gli studenti sono entrati nella stazione ferroviaria e hanno occupato i primi tre binari. E ancora, oltre 40 mila attraversano Firenze in corteo, mille in assemblea alla Statale, lezioni in strada a Genova, mentre a Bari la protesta si è trasformata in corteo.

Assemblea anche nelle università di Cagliari, all'Aquila, a Parma, Pavia e Perugia. E non finisce qui perchè per l'inaugurazione dell'anno accademico al Politecnico di Milano, il 3 novembre, alla presenza del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, gli studenti hanno annunciato ‘cose incontrollabili’.  T

anti studenti credono che università e scuola debbano cambiare ma le nuove proposte del ministro Gelimini sembrano non rispondere alle esigenze degli studenti. Quello che non va sono i tagli, le risorse alla scuola in un momento così delicato come quello che oggi il mondo contemporaneo affronta. Ma il premier annuncia che se continueranno scioperi e proteste di queste portata, sarà l’intervento della polizia a bloccarli.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il