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Contratti di collaborazione e progetto: condizioni per richiedere assunzione tempo indeterminato

Dalla collaborazione a progetto al tempo indeterminato. Come fare il salto?



Secondo la Manovra Finanziaria del 2007, l’art. 1, co. 1202 – 1210 le forme di incentivazione per la trasformazione delle collaborazioni in rapporti di lavoro subordinato, prevedevano per i datori la corresponsione di un contributo previdenziale a fronte della regolarizzazione di una situazione più precaria e complessa.

Ma non tutti i rapporti possono essere oggetto di trasformazione, considerata l’esistenza dell’obbligo di sottoscrizione di un accordo sindacale che sia di tipo aziendale o territoriale quando, come nel caso della Pmi, non si gode di una rappresentanza sindacale, organo apposito che definisce i parametri di rapporto con il subordinato, quindi un contratto di collaborazione nel momento della sottoscrizione.

Come fare allora a trasformare la collaborazione a progetto in assunzione a tempo indeterminato? Per i contenuti del contratto di lavoro subordinato, si dovrà innanzitutto procedere all’individuazione del corretto interlocutore per la sottoscrizione di accordi aziendali con RSA, RSU o all’adesione ad accordi territoriali tra le rappresentanze sindacali dei lavoratori e le Associazioni dei datori di lavoro. 

Segue lo stipulare contratti di lavoro subordinato, riportando in maniera attenta dati anagrafici e fiscali del datore di lavoro (o committente), l’importo del contributo previdenziale straordinario da corrispondersi, l’importo dello stesso da rateizzare in tranche il cui valore complessivo non dovrà mai superare i due terzi del totale, le coordinate del datore di lavoro, il numero di lavoratori da stabilizzare e la tipologia del contratto di lavoro subordinato ad esso relativa, i pregressi atti di conciliazione con gli stessi e la ricevuta di versamento del terzo da pagare.

Solo successivamente dovrà essere siglato un atto di conciliazione, e far preciso riferimento in merito alla figura da individuare. Le tipologie contrattuali sono: contratti di lavoro a tempo pieno ed indeterminato, contratti a tempo determinato solo se di durata non inferiore a 24 mesi,  contratti part – time a tempo indeterminato, con priorità per quelli che prevedono più di 25 ore settimanali, seguiti da quelli che, invece, ne  prevedono 12, e, infine, contratti di inserimento.

E’ necessario sottolineare che i contratti a tempo determinato saranno accuratamente studiati prestando particolare attenzione alle ragioni tecnico-organizzative e produttivo-sostitutive che ne hanno consigliato la scelta rispetto ad altre tipologie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il