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Magistrati assenteisti e fannulloni secondo Brunetta. Controllo presenze con tornelli?

Nella rete dell’operazione Trasparenza portata avanti dal Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, finiscono anche i magistrati.



Nella rete dell’operazione Trasparenza portata avanti dal Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, finiscono anche i magistrati. La novità è: tornelli anche per gli uomini della giustizia.

Brunetta spiega che il motivo della decisione deriva dal fatto che la che la casta dei privilegi non è solo quella della sanità, ma anche quella dei magistrati, che lavorano solo 2-3 giorni a settimana, 2-3 pomeriggi a settimana ‘poi stanno a casa’.

Questo il perché della volontà del ministro di mettere i tornelli anche per i magistrati. Dopo Palazzo Chigi, sarebbero imminenti, dunque, i controlli anche per tutta la pubblica amministrazione, e  magistratura compresa. Il responsabile della Funzione Pubblica, parlando di sprechi ed inefficienze, osserva che “non c'é solo la sanità, ci sono i baroni universitari, i corsi universitari per appena 10 studenti e così via. Ma ci sono anche i magistrati”.

Non tarda ad arrivare la risposta dell'Associazione Nazionale delle toghe che accusa Brunetta di voler confondere e disinformare. Il presidente Luca Palamara spiega che invece dei tornelli di controllo servirebbero più aule ed uffici per svolgere il proprio lavoro.

Secondo Palmara, il ministro confonde il fatto che i magistrati lavorano per due o tre giorni quando in realtà hanno ogni settimana le udienze due-tre-quattro volte e, soprattutto, non valuta che il lavoro del magistrato non si esaurisce nella aule ma necessita della scrittura delle sentenze che il più delle volte i giudici sono costretti a fare a casa a causa della cronica mancanza di uffici e strutture nei quali poter svolgere regolarmente il proprio lavoro. Brunetta sa delle critiche a lui mosse ma continua ad andare avanti per la sua strada.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il