Immigrazione in Italia:lavoro nero, reati ma anche ricchezze e aiuto secondo rapporto Caritas

Cresce vertiginosamente il tasso di immigrazione in Italia. Diffuso il lavoro nero, ma anche tanta forza lavoro in imprese ed aziende.



Il tasso di immigrazione in Italia cresce vertiginosamente in tempi brevi, continuano ad arrivare clandestini che cercano in Italia una possibilità di cambiamento della propria vita.

A volte si mettono in regola e diventano cittadini italiani nelle abitudini e nell’impegno, altre volte, spesso giustificati dal fatto che qualsiasi cosa accada non hanno nulla da perdere, vivono una vita fatta di reati e delinquenza. cittadini stranieri oscillano fra i 3.800.000 e i 4 milioni: a dirlo è il dossier annuale sulla presenza degli immigrati nel nostro paese al 31 dicembre 2007 redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes, presentato a Roma, secondo cui, in Italia, la comunità straniera più grande, raddoppiata in due anni, è quella romena con un milione di presenze stimate.

Di tutto il popolo di immigrati, circa mezzo milione di stranieri sono già insediati in Italia ed inseriti nel mercato del lavoro nero seppure sprovviste di permesso di soggiorno. Secondo il rapporto, il lavoro nero fra gli immigrati é diffuso tantissimo ma non solo presso le famiglie.

Cresce anche nelle aziende ad un ritmo quasi sconosciuto negli altri paesi industrializzati. Basti pensare che nel giro di tre anni (2005-2007) è stato presentato circa un milione e mezzo di domande di assunzione di lavoratori stranieri. Ma la situazione immigrati non è solo quella negativa del lavoro in nero, perché molti di loro, iscritti ai sindacati, costituiscono una gran parte della forza lavoro in imprese ed aziende italiane.

Nel 2007, per esempio, gli immigrati hanno assicurato un gettito fiscale al nostro paese pari a 3 miliardi e 749 milioni di euro, dei quali 3,1 miliardi per i soli versamenti Irpef.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il