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Decreto legge per Università del ministro Gelmini: le novità della riforma proposta

Dopo la tanto discussa e contestata riforma della scuola, la Gelmini presenta il nuovo decreto per l'Università.



Dopo la bufera provocata dall’approvazione del ddl Gelmini sulla riforma della scuola, che ha creato in tutta Italia disordini e dato vita a proteste a volte anche piuttosto violente, è stato varato anche il nuovo decreto sull’Università.

Il provvedimento (11 pagine) individua alcune linee di intervento che fanno perno sui concetti di autonomia, responsabilità e merito e ipotizza anche il superamento del valore legale del titolo di studio. Lezioni in lingua straniera, incremento dei corsi universitari in orario serale per far fronte alle esigenze degli studenti che lavorano, prestiti d'onore per gli studenti, valutazioni periodiche dell'attività svolta dai docenti, commissariamento per gli atenei inadempienti dal punto di vista finanziario e soprattutto finanziamenti alle università migliori e a chi elimina corsi e sedi distaccate inutili e blocco delle assunzioni negli atenei con i conti in rosso, fondi in base al merito e ad una più attenta razionalizzazione delle spese.

Novità anche su concorsi e blocco del turn over che il governo ha deciso di ammorbidire. Gli insegnamenti saranno ridotti a 180 mila, affidati per il 40% a docenti esterni, spesso, e razionalizzare i corsi di studio.

Per quanto riguarda i dottorati di ricerca, l’idea sarebbe quella di razionalizzare e riorganizzare i dottorati predisponendo nuove modalità di ammissione e ripensandone la durata. Tra le priorità anche quella di promuovere la residenzialità dei dottorandi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il