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Pensione per le donne a 60 anni e uomini a 65 bocciata dalla Corte Europea. Sarà rivista?

La Corte Europea condanna l’Italia per 'atto discriminatorio' contro le donne alla luce dell'età pensionabile stabilita, differente dagli uomini.



La Corte Europea condanna l’Italia. Il motivo? L’età pensionabile per le donne. In Italia, infatti, il regime pensionistico dei dipendenti pubblici prevede che le donne vadano in pensione a 60 anni, mentre gli uomini a 65.

Pronunciandosi sulla base di un ricorso della Commissione Europea, la Corte Europa osserva che il Belpaese violato "il principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore".

Secondo la Corte, la pensione deve essere calcolata sulla base degli anni di servizio prestati e in base all'ultimo stipendio del dipendente pubblico. Ciò significa che ‘mandando’ le donne in pensione 5 anni prima degli uomini, percepiranno una pensione inferiore.

Non è servita la precisazione del Governo italiano, che ha segnalato come, a seguito della riforma previdenziale il trattamento, calcolato con il sistema retributivo, tiene conto della media delle retribuzioni percepite in un certo arco temporale e dei relativi contributi. 

Risultato: la legge che definisce il regime pensionistico dei dipendenti pubblici, andrebbe riformata, dal momento che ha istituito "un regime professionale discriminatorio. Se l’Italia non rimuoverà l'elemento discriminatorio, la pena prevista sarà una nuova procedura di infrazione e una nuova condanna in automatico, accompagnata questa volta da una sanzione economica

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il