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Lavoro precario e contratti a tempo in aumento così come quelli a nero. Situazione

Secondo l’ultimo rapporto Isfol: cresce il lavoro in nero e quello precario.Le differenze tra Nord e Sud.



La questione lavoro in Italia torna ad occupare un ruolo di primo piano nel dibattito dell’organizzazione sociale e nella crescita e sviluppo del Paese. La fotografia della situazione in Italia non è per niente buona.

Secondo l’ultimo rapporto fornito dall'Isfol su lavoro e formazione In Italia, nonostante i livelli di occupazione in Italia siano in crescita, riuscendo a toccare nel 2008, quota 23 milioni e 222mila occupati, massimo storico dal 1992, crescono lavoro in nero e lavoro precario. Sarebbero, infatti, circa un milione e 480mila gli uomini che lavorano in nero.

Si tratta di uomini prevalentemente meridionali, ultra 30enni, con cultura medio bassa, impiegati nel settore dei serviz e rappresentano il 58,4% dell'occupazione sommersa e irregolare totale. In 3 casi su 4, manca proprio il contratto, mentre nella restante fetta di percentuale, il pezzo di carta scritto c'è, ma non prevede orari, contributi o mensilità aggiuntive.

Il Sud, inoltre, registra un tasso di disoccupazione pari all11% e destinato a crescere. E questo è una dato significativo perché è specchio del divario sempre più grande esistente fra Nord e Sud.

Nel periodo 2000-2007, ad esempio, l'effetto 'scoraggiamento' che ha spinto molti lavoratori, la maggior parte dei quali donne, nell'area dell'inattività è cresciuta nel Mezzogiorno dell'8,1%, rispetto allo 0,3% del Nord-Ovest e all'1,7% del Nord-Est. Nel Sud i valori dell'inattività delle donne sono sempre superiori al 50 per cento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il