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Indagine appalto manutenzione strade Napoli da 400milioni.Patto tra politici e magistrati corrotti?

Giorgio Nugnes, l'assessore morto suicida sabto scorso, era terrorizzato per un'indagine in corso. Svelato appalto illegale.



Giorgio Nugnes, l’ex assessore napoletano morto suicida sabato scorso, era agli arresti domiciliari dal 6 ottobre per un'inchiesta legata alla rivolta del quartiere di Pianura contro l'apertura di una discarica. E non solo: c'era un'altra indagine che lo terrorizzava.

Si tratta del suo presunto coinvolgimento in una storia di appalti che avevano a che fare con la camorra. A gennaio seguiva con il sindaco Iervolino gli incontri per la discarica nel quartiere, per cui diventò ufficiale il collegamento tra la giunta e Pianura. Ma vennero captate sue telefonate in cui avvertiva i capi della rivolta che erano in arrivo i blindati della polizia, ‘che vanno bloccati’.

A inizio ottobre, Nugnes viene messo ai domiciliari, si dimette dalla carica di assessore. Qualche giorno dopo viene trovato impiccato nel suo appartamento, dove viveva con moglie e figli. Poi la verità.

Un appalto da 400 milioni in 9 anni pensato in modo da poter essere attribuito a un solo imprenditore. L’obiettivo era affidare in global service al gruppo guidato da Alfredo Romeo la manutenzione delle strade di Napoli, ipotizza la Procura di Napoli. La strada amministrativa dell'operazione passava per il Provveditorato alle opere pubbliche di Campania e Molise, all'epoca dei fatti guidato da Mario Mautone.

Nelle intercettazioni e nelle pagine dell'indagine compaiono a vario titolo i nomi di almeno tre parlamentari, assessori o ex assessori della giunta Iervolino, uomini delle forze dell'ordine e della magistratura.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il