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Titoli di Stato italiano sono sicuri?Bot e Cct vi sono i rischi?Maggior parte in mano agli stranieri

Il ministro Tremonti invita ad investire in Bot e Cct. Perchè? E quali valutazioni per i Titoli di stato?



La Bce ha deciso di tagliare i tassi come mai non aveva fatto, il costo del denaro è passato in un batti baleno dal 3,25% al 2,75%, con una riduzione di 75 punti base che supera le previsioni più accreditate che davano per favorito un calo, solo, dello 0,5%.

I tassi bassi si dovrebbero tradursi  in un calo dei mutui a tasso variabile ed, inoltre, dovrebbero garantire un trend positivo sul debito pubblico italiano per il quale si pagheranno meno interessi. Per questo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, all’indomani della decisione presa dalla Bce, ha invitato ad acquistare Bot e Cct che “sono i titoli migliori al mondo”. 

Con alcuni dat da sottolineare: se negli anni '90, le famiglie si riversavano nei Bot, oggi banche e investitori esteri hanno decisamente più disponibilità delle famiglie di dieci anni fa a muovere capitali fra le frontiere. Inoltre, oggi, banche e fondi, più delle famiglie, per la stretta al credito, sono a corto di liquidità e spinti a razionare i loro investimenti.

E’, dunque, dai primi anni '90 che l'Italia non si trova a gestire il suo debito in condizioni di pari difficoltà e, l’anno prossimo, secondo quanto riportato dagli analisti, i vari governi dell'eurozona chiederanno agli investitori prestiti complessivi per 2 mila miliardi. Molti di questi governi sono in grado di attrarre gli investitori più dell'Italia, grazie a condizioni finanziarie più solide. Specchio di questa situazione si fa lo spread fra Bot italiani e gli equivalenti Bund tedeschi. Da quanto emerge, l'Italia è costretta a pagare oltre un punto percentuale in più di interesse per collocare i suoi titoli.

Ma l'invito di Tremonti ad investire risuona forte. D'altronde, coonsiderando un’obbligazione (di Stato o meno), si osserva che essa è composta di tre elementi: prezzo, rendimento e rischio. Il prezzo è il capitale prestato a chi ci vende l’obbligazione.

Il rendimento è il tasso d’interesse che accettiamo di ricevere a fronte del rischio di non riavere quel capitale in caso di fallimento del nostro venditore. Dunque si parla di investire capitale nello Stato-Italia. Il rischio di non riaverlo è uno solo: la bancarotta del Paese. Ma Tremonti assicura: "L'Italia non farà mai la fine dell'Argentina".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il