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Detassazione straordinari non più valida. E per chi viene licenziato quali sostegni?

Introdotto a giungo in via sperimentale il provvedimento fiscale sulla detassazione degli straordinari finirà con la fine dell’anno.



Introdotto a giungo in via sperimentale il provvedimento fiscale sulla detassazione degli straordinari finirà con la fine dell’anno. La misura, infatti, non è stata ratificata con l’entrata in vigore del decreto anti crisi.

Sarà, invece, prorogata la detassazione del salario di produttività, cioè di premi e incentivi, per redditi fino a 35.000 euro l’anno (dai 30.000 attuali). Tra le novità anche il raddoppio della parte di reddito su cui applicare gli sgravi, che passa da 3.000 euro l’anno a 6.000 euro. Dalla detassazione sono esclusi i dipendenti pubblici.

La norma relativa alla detassazione degli straordinari fa riferimento alle somme erogate a livello aziendale e per ottenere l’agevolazione, il dipendente dovrà aver percepito nell’anno 2007 un reddito di lavoro subordinato uguale o inferiore a 30.000 euro. Per quanto riguarda, invece, i provvedimenti a favore dei lavoratori licenziati, il ministero del Lavoro avrebbe stanziato circa un miliardo e 26 milioni di euro a favore del Fondo per l’occupazione per l’anno 2009 cui si aggiungono altre risorse provenienti dal Fondo Fas.

Il sostegno ‘in deroga’ (così si chiama la misura) al reddito dei lavoratori sospesi o licenziati è garantito attraverso il ricorso alla cassa integrazione “in deroga” (pari all’ammontare della cigs e, dunque, all’80 per cento della retribuzione, con un massimale rivalutato di anno in anno e fissato per il 2008 a 860 euro mensili), ad una specifica indennità una tantum rivolta ai cosiddetti co.co.pro., e all’indennità di disoccupazione (per un ammontare pari a circa il 60 per cento della retribuzione per i primi sei mesi, a scalare nei mesi successivi).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il