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Pd, appalti e tangenti a Napoli, Pescara, Potenza. Veltroni pronto ad intervenire

Arresti a Pescara, Potenza e Napoli. Continuano gli intrecci tra politica e malaffare. Veltroni: 'Questo non è il mio Pd'.



E’ di ieri la notizia dell’arresto del sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso (Pd), ai domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla concussione, truffa, falso e speculato. L’inchiesta in cui è stato coinvolto riguarda la gestione dei servizi cimiteriali.

In Basilicata, invece, è stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Potenza per tangenti sugli appalti per l'estrazione di petrolio, l’amministratore delegato di Total Italia, Lionel Levha. Nella vicenda è coinvolto anche il deputato del Pd, Salvatore Margiotta, vicepresidente della commissione Ambiente di Montecitorio, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Nel frattempo, arriva oggi da Napoli la notizia dell’arresto di due assessori della giunta comunale, due ex loro colleghi e un ex provveditore alle opere pubbliche, insieme a due parlamentari in carica, coinvolti nell’indagine ‘Global Service’. Per loro le accuse sono a vario titolo: associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione.

Nel provvedimento 'Global service' era compreso l'affidamento di appalti relativo a manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico, nonché la gestione di mense scolastiche. Ed è di nuovo bufera sulla Giunta comunale di Napoli.

Continuano, dunque, gli intrecci tra politica e malaffare e Walter Veltroni, leader del Pd, prende le distanze: “Questo non è il mio Pd” ed è convinto che l’unico modo per uscire da una situazione di malessere del genere sia
quella di costruirlo sul serio il 'suo' Pd, di dare vita a un soggetto politico veramente nuovo. E afferma: “E’ necessaria la promozione di nuove generazioni in politica. La classe dirigente deve rinnovarsi”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il