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Titoli di Stato Usa ad interessi zero o quasi: a rischio il debito americano?

Serpeggia una nuova perplessità tra gli osservatori dell’economia statunitense in merito alle politiche di sostegno all’economia che si stanno attuando in questo periodo di crisi.



Serpeggia una nuova perplessità tra gli osservatori dell’economia statunitense in merito alle politiche di sostegno all’economia che si stanno attuando in questo periodo di crisi.

Le soluzioni d’emergenza richiedono infatti un forte incremento della liquidità per mantenere in movimento il consumo ed evitare il tracollo dei mercati interni e questo significa una forte iniezione di denaro da parte del Tesoro con un conseguente e progressivo indebitamento.

Proprio l’indebitamento degli USA si attesta attualmente su una stima del 75% del Pil per la fine del 2008, ma potrebbe presto arrivare a una quota del 100%. Al momento, infatti, il debito pubblico degli Stati Uniti è intorno ai 10.650 miliardi di dollari, a fronte di un Pil di 14.000 miliardi di dollari. Gli impegni prossimi del Tesoro prevedranno interventi a favore di finanziarie e banche, azioni volte a tutelare il mercato dell’auto a rischio di tracollo, l’acquisto di titoli legati a mutui e un’ulteriore azione di sostegno annunciata da Barack Obama per il 2009. Tutto questo perciò porterà verosimilmente a un ulteriore e drammatico aumento del rapporto debito/Pil.

Il rischio, a questo punto, è che si possa verificare la previsione di Moody’s per cui entro un decennio gli USA possano perdere la tripla A sul debito pubblico.

Questo scenario si lega all’emissione recentissima di titoli del Tesoro a interessi zero o addirittura negativi, cosa che ne indica una fortissima richiesta, e permette di osservare come gli investitori continuino malgrado tutto a guardare all’universo economico americano come il più importante punto di riferimento.

I nuovi titoli emessi corrispondono naturalmente all’esigenza di immettere denaro fresco nelle casse del Tesoro su cui fare affidamento per le operazioni di salvataggio economico in corso e in immediato avvio.

Ma ovviamente, questo tipo di operazioni portano ad aumentare le preoccupazioni di chi teme un crollo delle capacità del Tesoro di fronteggiare gli esborsi. Ne sono un segno tangibile gli incrementi nello spread delle assicurazioni che garantiscono dal rischio di default del Tesoro, che attualmente è arrivato a 60 punti base rispetto al tasso di riferimento contro gli 0,5 di gennaio 2007.

La domanda, a cui nessuno può dare una risposta adesso, rimane quindi: gli USA saranno in grado di fronteggiare l’aumento del debito coprendolo realmente sul piano delle entrate o c’è da aspettarsi un nuova bolla speculativa?

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il