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Cartelle esattoriali pazze: multe sbagliate per infrazioni auto e tasse rifiuti in crescita

Cartelle esattoriali impazzite. La denuncia di Contribuenti.it



Sono le cosiddette cartelle pazza, quelle esattoriali errate che l’amministrazione finanziaria continua a recapitare ai contribuenti italiani. Secondo l’ultima stima delle richieste pervenute dagli italiani, realizzata dallo Sportello del Contribuente, il 57% delle cartelle pazze riguarderebbe multe automobilistiche prescritte o annullate dai giudici di pace.

Per il 31%, riguardano, invece, bolli auto caduti in prescrizione, non dovuti o che magari sono già stati pagati. Il restante 12% delle cartelle sballate notificate riguardano le tasse sui rifiuti. Capita, infatti, che queste vengano erroneamente recapitate al proprietario anziché all’affittuario. Le lamentele da parte di Contribuenti.it non finiscono qui, perché spesso si incorre nella legge sbagliata del pagare prima per discuterne dopo.

L’equazione è certamente sbagliata e finisce per ingolfare ancor di più i procedimenti burocratici, ma spesso non pagare è un errore anche più grave, giacchè si rischia di farsi portar via immobili o che vengano pignorati stipendi e conti correnti, decorsi i primi 60 giorni dall’avvertenza. Secondo Contribuenti.it da giugno ad oggi sono state notificate 1,6 milioni di cartelle pazze con conseguenti ipoteche su immobili, ganasce fiscali su auto e moto, pignoramenti di stipendi e conti correnti bancari, postali: il tutto per far cassa a ogni costo.

In pochi mesi, i call center dello Sportello del Contribuente sono stati presi d'assalito con 382 mila richieste di assistenza provenienti principalmente dalle province di Roma, Napoli, Genova, Pescara, Verona, Venezia, Caserta, Milano, Prato, Palermo, Viterbo, Salerno, Imperia, Aosta, Cosenza, Perugia e Bologna.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il