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Evasione fiscale: meno controlli secondo inchiesta dell'Espresso

E’ una delle piaghe più allarmanti del nostro Paese: l’evasione fiscale secondo l'Espresso.



E’ una delle piaghe più allarmanti del nostro Paese, l’evasione fiscale. Secondo una stima fatta da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, Associazione contribuenti italiani, elaborando dati ministeriali e dell’Istat, ogni anno circa 300 miliardi di euro di imponibile vengono sottratte all’erario.

Di queste, l'evasione di imposte dirette è 115 miliardi di euro, l'economia sommersa sottrae 105 miliardi, la criminalità organizzata 40 miliardi e 25 miliardi chi ha il secondo o terzo lavoro. Le aree di evasione fiscale analizzate nello studio sono cinque: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.

Per porre fine a questa situazione drammatica che, tra l’altro, rischia di screditare l’immagine dell’Italia all’estero, si dovrebbe fare qualcosa di concreto. Ma cos’è cambiato da dall’insediamento del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti?  Secondo una inchiesta condotta dall'Espresso, al momento della sua nomina si parlò di tutto (lotta alla contraffazione, immigrazione clandestina…) ma nessuna direttiva nuova circa l’evasione fiscale. L’opposizione accusò il  governo di aver mollato la presa sugli evasori, compromettendo i 23 miliardi di gettito aggiuntivo garantiti dal governo Prodi.

Ma Tremonti rispose a tono affermando che notevoli cambiamenti avrebbero colpito l’ambito dell’evasione fiscale. E, infatti, nei primi undici mesi del 2008 le entrate tributarie sono cresciute del 3 per cento circa rispetto a un anno prima e miliardi in entrata anche per l’Agenzia delle Entrate. Ciò che va sottolineato è che gran parte di queste entrate sono, prima di tutto, frutto di procedimenti iniziati (come il caso di Valentino Rossi) durante i lavori del governo Prodi, e, in secondo luogo, dovuti alle nuove quote Irpef grazie ai numerosi rinnovi contrattuali.

Ciò che fa cadere a picco i dati sull’evasione sono i calcoli sull’Iva. Liberi professionisti, dunque, sotto accusa. E se durante il governo Prodi erano proprio loro ad avere tetti di disponibilità economica fissati (come la trasferibilità di assegni), con il ritorno di Tremonti, tutte le soglie stabilite sono tornate a rialzarsi.

A fare da ciliegina sulla torta, è arrivato anche il provvedimento di eliminazione del comitato di esperti per la lotta al riciclaggio, che aveva il compito di osservare le ‘anomalie’in ambito finanziario, e il trasferimento per coloro delle Fiamme Gialle che avevano raggiunto maggiori successi e che da grandi città si sono ritrovati in piccoli paesi di chissà quali regioni, dove, tuttavia, i controlli sugli scontrini fiscali emessi dai commercianti sono costantemente controllati. Come funzione, dunque, la vera lotta all’evasione fiscale?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il