Mutui variabili con tassi bassi per la crisi conviene? Consigli per la scelta

Mutui a tassi variabili: quando convengono?



La Bce ha riportato i tassi di interesse a quel 2% che rappresenta il minimo storico e che già si era visto tra il 2003 e il 2005 e questo cambiamento ha decisamente influito sulle condizioni di investimento e mutui.

Così dopo ben 5 anni il tasso variabile risulta conveniente per chi si accinge a stipulare un nuovo mutuo. Si tratta, secondo le prime stime, di una convenienza destinata ad aumentare nei prossimi mesi, giacchè le attese dei mercati indicano un ribasso fino all'1,5% dei tassi Bce e sotto il 2% per l'Euribor a 3 mesi nel corso del 2009.

Ma chi è propenso a scegliere il tasso variabile dovrà bene i conti con il reddito a disposizione per esser pronti, eventualmente, a sostenere  un eventuale rialzo dei pagamenti. Tutto perché prevedere l’andamento dei tassi in base alla congiuntura economica generale è oggi particolarmente difficile ed azzardato.

Ma la vera novità del 2009 sarà il mutuo indicizzato al tasso ufficiale Bce al posto di quello tradizionale legato all'Euribor, perché è in grado di garantire maggiore trasparenza e potenzialmente una volatilità meno accentuata, giacchè ogni cambiamento appare al varo generale. Ciò che gli andamenti economici di questi ultimi mesi hanno insegnato, però, sempre e comunque, è la necessità di attenzione e valutazione per ogni scelta da compiere.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il