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Piano contro crisi economica Usa: modifiche da Obama per renderlo più incisivo

Modifiche in vista per il vecchio piano anticrisi da 700 miliardi di euro: arriverà a toccare gli 800 miliardi e dovrà essere approvato in tre settimane.



Dopo aver giurato per la seconda volta fedeltà alla Costituzione americana davanti al presidente della Corte Suprema, John Roberts, a causa di dubbi sollevati da alcuni costituzionalisti secondo cui il giuramento al Campidoglio non si era svolto in modo formalmente corretto, Barack Obama si mette al lavoro.

Parte dalla affannosa questione mediorientale arriva allo studio del piano anticrisi varato per rimettere in piedi l’economia d’America. Il piano Paulson subità delle modofiche. L’annuncio arriva da Timothy Geithner, prossimo ministro dell'Economia.

Cambierà, dunque, il programma Tarp (Toubled assets relief program) da 700 miliardi di dollari. Saranno esposti nuovi finanziamenti per imprese in crisi, famiglie in difficoltà, investimenti per la modernizzazione di infrastrutture, una riforma del sistema finanziario. Il secondo piano di incentivi per l'economia, che potrebbe avere un valore di 825 miliardi di dollari, dovrà riuscire ad ottenere il via libera del Congresso americano, possibilmente entro le prossime tre settimane.

Secondo Geithner, “il costo finale della crisi sarà ancora maggiore se non si agirà con sufficiente forza ora". Come spiegato lo stesso Obama nel suo primo discorso all’America, “il piano anti-crisi, anche se costoso e in grado di far aumentare il deficit, per ora è necessario perché se si farà poco o nulla, le conseguenze saranno ancora peggiori.

I soldi dei contribuenti saranno spesi in modo trasparente: il piano di rilancio, il cui valore non è ancora stato determinato ma che potrebbe superare gli 800 miliardi di dollari, non includerà progetti politici personali”, ha assicurato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il