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Federalismo fiscale passa al Senato: cambiamenti, novità, punti fondamentali. E le tasse?

Via libera del Sentao al ddl sul Federalismo fiscale. Ora passa alla Camera. Le novità.




Il Sentao ha approvato il dd sul Federalismo Fiscale. Ora il provvedimento passa all’esame della Camera. Con 156 voti favorevoli, 6 contrari e 108 astenuti, il testo è stato approvato. Hanno votato a favore Pdl, Lega ed Mpa, il Pd e l'Idv si sono astenuti e l'Udc ha votato contro.

Con l'approvazione del Senato il testo del ddl passa alla Camera. Una volta approvato definitivamente cominceranno a decorrere i 12 mesi previsti per l'emanazione del primo decreto legislativo, che dovrà avere in allegato la relazione con i numeri. I decreti successivi andranno emanati nei due anni complessivi e altri 24 mesi serviranno per gli eventuali decreti correttivi. 

Introdotto dal Pd, questo strumento accompagnerà i territori verso il passaggio ai costi e fabbisogni standard. Il federalismo fiscale fissa i punti principali in base ai quali il governo è delegato poi ad attuare, attraverso i decreti legislativi, la riforma dell'autonomia finanziaria di regioni, province e comuni, il cui fulcro è rappresentato dal passaggio dalla spesa storica ai costi standard.

Entusiasta la Lega, soddisfatti Schifani e Blusconi, che spiga: “Si tratta di una riforma importante che porta l'Italia a essere uno stato moderno e federale, come la Gran Bretagna, la Germania e il Belgio. La pressione fiscale non aumenterà e non inciderà sulle tasse, perchè questo provvedimento agevolerà anche la lotta all'evasione fiscale che potrà diminuire del 22%”.

Le novità introdotte dalla riforma riguardano: il passaggio progressivo dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale.

Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di governo, il fabbisogno di cui necessita un'amministrazione e, quindi, l'eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi; dovrà essere, poi, garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo; inoltre, il ddl prevede premi, anche sotto forma di quote ulteriori di tributi erariali, per le amministrazioni virtuose e sanzioni per quelle meno virtuose che possono arrivare anche all'ineleggibilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il