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Aumento stipendi con riforma contratti approvata e crescita vantaggi fiscali

Aumento delle retribuzioni e vantaggi fiscali: il nuovo modello contrattuale.



Un aumento della retribuzione reale che dovrebbe esser pari a 1.218 euro lordi l'anno tra il 2009 e il 2011 (+4,6%), cui si aggiunge un vantaggio fiscale di 360 euro l'anno sugli aumenti di produttività: questo dovrebbe essere il risultato della riforma del modello contrattuale firmata a Palazzo Chigi.

Il Centro studi di Confindustria stima  l'effetto sulle buste paga del nuovo sistema contrattuale, calcolando che la retribuzione media annua nel prossimo triennio crescerà di 2.523 euro (+9,4%), salendo da 26.729 a 29.252 euro lordi. Secondo il nuovo modello, gli aumenti economici del contratto nazionale sono legati all'indice previsionale dei prezzi al consumo armonizzato europeo (Ipca).

L'analisi del Csc evidenzia che le buste paga potranno beneficiare del riferimento all'inflazione al netto dell'energia che nel prossimo triennio sarà del 5,1% cumulato, leggermente sopra di quella totale (4,7%). Secondo la Cgil queste stime sono ‘false verità’ sui dati dell’accordo.

“Non è vero che il nuovo indicatore di riferimento della contrattazione, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, depurato dei prezzi dell’energia importata, sia più svantaggioso rispetto alla situazione precedente”, spiega la Cisl aggiungendo che lo dimostrano “in modo inequivocabile i dati sia riferiti al passato che al futuro”.

Per la Cisl il sindacato di Corso Italia ignora, inoltre, che l’indicatore preso a riferimento dall’accordo quadro ha avuto una dinamica superiore all’altro ben in 7 degli undici anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il