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Donne e lavoro in Italia: aziende femminili e manager nei Cda per rilanciare economia

L'Italia è ancora una volta fanalino di coda delle economie più avanzate: questa volta gli occhi puntati sulle posizioni che le donne ricoprono.



L'Italia è ancora una volta fanalino di coda delle economie più avanzate: questa volta gli occhi sono puntati sull’occupazione femminile e sulle posizioni che le donne ricoprono. Nel nostro Paese, secondo i dati emersi, solo il 3 percento dei consiglieri di amministrazione delle imprese quotate sono donne, contro il 13 per cento della media europea e il 33 percento della Norvegia.

Il cosiddetto ‘soffitto di vetro’ che impedisce alle donne di salire al vertice di imprese ed istituzioni anche all'estero, in Italia è una barriera insormontabile. In molti paesi industrializzati si pensano azioni per aumentare il numero di donne nei consigli di amministrazione, come per esempio la Norvegia che si è posta l'obbiettivo del 40 per cento di consiglieri donne, per un obiettivo preciso: migliorarne i risultati.

Dopo molte ricerche, infatti, è stato dimostrato che le aziende con a capo le ‘quote rosa’, dove le presenza femminile ai vertici è elevata, fanno più profitti e crescono di più. Questi risultati emergono perché le donne eccellenti contribuiscono con le loro particolari doti di sensibilità alle relazioni umane/intelligenza emotiva e flessibilità che sono l'essenza della leadership.

Per sovvertire le sorti dei Cda italiani, il vero asso nella manica potrebbe essere proprio avere più donne eccellenti come consiglieri di amministrazione. Basterebbe che Borsa Italiana aggiunga una nuova pratica alle modifiche che prevede di inserire nel codice di autodisciplina delle società quotate: che le società italiane quotate abbiano almeno due donne nel loro CdA.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il