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Stipendi laureati appena assunti in Italia molto bassi. E la situazione dopo migliora di poco

Laureati, spesso col massimo dei voti, e stipendi minimi. La situazione in Italia.



Vita difficile per i laureati: il problema sta nelle difficoltà di trovar lavoro prima e nello stipendio che si percepisce dopo. Nella maggior parte dei casi, infatti, superare la soglia dei mille euro rappresenta uno scoglio difficilmente superabile, nonostante si parli di persone con un alto livello di istruzione. Laureati, spesso con il massimo dei voti, che al mese guadagnano cifre fra i 450 e i 1100 euro.

Così cresce l’idea che a volte andare all’università serva poco, considerando che molte volte accade anche che ragazzi laureati a pieni voti si accontentino di mansioni che non competono loro, come fare il barista o la commessa, e chi resta ‘indietro’ con lo stipendio è chi non vuole accontentarsi.

Rispetto all’Italia, in altri paesi comunitari i laureati guadagnano il 50% in più e il 74 per cento dei laureati, a tre anni dalla fine degli studi, ha un impiego stabile. Mentre da noi il 21 per cento di chi lavora continua a oscillare tra un’occupazione e l’altra, tra contratti a termine e interinali.

E non va meglio per gli stipendi: a un anno dalla laurea la media è 850 euro al mese, tre anni dopo la situazione sembra migliorare ma senza troppi entusiasmi: da 850 si arriva ai 1.100. Si tratta di una somma pari a quella percepita dai non laureati in cerca di lavori saltuari.

Quanto conviene, dunque, in Italia mettere le proprie conoscenze e le proprie risorse umane a servizio dell’impegno e del lavoro? Sembrerebbe solo una questione di ambizioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il