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Legge Brunetta pubblica amministrazione: pagelle per dipendenti, premi, sanzioni, licenziamenti

Via libera del Senato al nuovo ddl Brunetta. Le novità.



Ha avuto l’ok definitivo dopo l’approvazione del Senato il nuovo ddl Brunetta che continua la cosiddetta lotta ai fannulloni in maniera sempre più serrata. Questi i contenuti principali: si parte dalla istituzione di un organo centrale di valutazione. In pratica, l’amministrazione predisporrà degli obiettivi per ciascun anno e sarà rilevata, in via consuntiva, quanta parte degli obiettivi è stata effettivamente conseguita.

Saranno introdotti nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttività, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva, e saranno stabilite percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttività.

Verranno poi ridefiniti i rapporti di lavoro pubblico riservati alla contrattazione collettiva e quelli riservati alla legge; riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa; riformata l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con particolare occhio alle competenze, alla struttura ed agli organi, semplificato il procedimento di contrattazione e ogni dipendente pubblico sarà dotato di cartellino rosso che lo identificherà.

I tempi di conclusione dei procedimenti disciplinari verranno, inoltre, razionalizzati e saranno previsti controlli medici più rigorosi durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Le infrazioni più gravi comporteranno anche il licenziamento. Infine, novità anche per quanto riguarda le competenze della Corte dei conti. Questa, anche a richiesta delle competenti commissioni parlamentari, può effettuare controlli su gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento.

Se i controlli portano alla osservazione di gravi irregolarità gestionali o gravi deviazioni da obiettivi, procedure o tempi di attuazione stabiliti dalle norme, la Corte ne individua le cause e provvede a informare il ministro competente che, con decreto da comunicare al Parlamento e alla Corte stessa, può disporre la sospensione dell'impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spesa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il