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Nazioni dell'est Europa più a rischio per crisi economica e aziende più esposte verso di esse

Il vertice di Bruxelles ha bocciato le misure si sostegno ai Paesi dell'Est. A risentirne saranno anche le realtà economiche d'Occidente.



Il vertice dei 27 leader della Ue, riunitosi domenica a Bruxelles, ha detto no ai pacchetti si soetgno a favore dei Paesi dell’Est europeo. E questa soluzione rischia di rendere più deboli quelle economie, già indietro rispetto a quelle dei paesi più sviluppati.

Secondo un recente studio di Credit Suisse nella classifica dei Paesi a più alta vulnerabilità ben 9 Stati sui primi 14 appartengono proprio a quella fetta di mondo. Bulgaria, Lituania ed Estonia dovrebbero mostrare quest'anno un deficit corrente assai pronunciato. Il valore del Pil si attesta al 18% per la Bulgaria, 15% per la Lituania e  5% per l'Estonia.

Anche Romania e Lettonia vedranno i loro conti dissestati con una stima per il 2009 di un buco delle partite correnti equivalente all'11% per la Romania e del 6% per il paese baltico. Ungheria, Polonia, Ucraina dovrebbero, inoltre, attestarsi su un deficit del 4-5%. Non sono solo i conti pubblici, però, a preoccupare. Queste economie, infatti, risentono profondamente del contributo estero alla crescita del prodotto interno.

Ma i leader dell’Ue non hanno fatto passare misure speciali per aiutare l'ex blocco comunista e a rifiutare questo approccio sono per primi i paesi dell'Europa dell'est che hanno bocciato un piano proposto dall'Ungheria, che chiedeva di mobilitare tra i 160-190 miliardi di euro a favore dei dieci ultimi entrati nella Ue, più Ucraina e Croazia. Chi rischia di più, in questa situazione decisamente non florea per quella fetta di Paesi, figura Erste Group la capofila con il 65% dei suoi ricavi che vengono dall'Est alle Telecom con il drappello di Telekom Austria; Telenor; TeliaSonera fino a Deutsche e France Telecom rispettivamente con il 25% dei ricavi e il 17%.

Nel mondo delle banche spiccano Allied Irish (35% dei ricavi fatti nell'Est Europa) l'italiana Unicredit con il 32%, seguita da Dexia (14%), Seb e IntesaSanpaolo (12%). Tanti anche i titoli automobilistici con Renault al primo posto, che fattura il 20% dei suoi ricavi nell'Est del Continente, seguita da Volkswagen, Peugeot e Fiat (con cifre intorno al 10%).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il