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G-20: regole e paradisi fiscali al centro discussione. Ma non c'è accordo

La pubblicazione di una lista nera dei paradisi fiscali: uno dei punti principali emersi dalla discussione del G20. Non c'è l'accordo.



Si è aperto a Londra il summit dei leader del G20, pronti a fissare in 500 miliardi di dollari l'aumento delle risorse a disposizione del Fondo monetario internazionale per andare in aiuto dei Paesi in crisi.

L'accordo sarebbe ormai pronto e se la decisione sarà formalizzata, il capitale dell'Fmi sarà triplicato passando dagli attuali 250 a 750 miliardi di dollari. Toni concilianti e di appello all'unità sono quelli emersi dalla conferenza del vertice G20 tra il premier britannico Gordon Brown e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Punti principali emersi dalla discussione sono: la pubblicazione di una lista nera dei paradisi fiscali, quelle giurisdizioni cioè che si rifiutano di cooperare, la registrazione e la regolamentazione degli hedge fund, il controllo sulle agenzie di rating, ‘uno scandalo di mancanza di trasparenza’, secondo quanto sostenuto dal presidente francese, Sarkpzy, limiti alla remunerazione dei banchieri e dei trader.

Per quanto riguarda i paradisi fiscali, per cui l’accordo ancora non c’è, la discussione, hanno sottolineato le fonti, si concentra su questioni come i criteri in base ai quali deve essere compilata la lista e chi deve procedere alla redazione.

Secondo i leader di Francia e Germania ci sono ancora aspetti da negoziare e punto ancora pieno di insidie, secondo Sarkozy, è se la pubblicazione della lista nera dei paradisi fiscali debba essere immediata, alla fine del summit di Londra, o bisogna aspettare dopo aver consentito qualche tempo per una risposta da parte di questi Paesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il