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G20 e decisioni prese: piano contro crisi con 5.000 miliardi, no paradisi fiscali e nuove regole

Si è chiuso il vertice londinese del G20. Le nuove decisioni e regole annunciate dai Grandi.



Accordo raggiunto, se pure faticosamente, tra i leader riuniti al G20 di Londra. Il premier britannico, Gordon Brown, ha detto: “Agiremo insieme a livello globale per affrontare i problemi, faremo il necessario per far tornare a crescere l'occupazione, faremo ciò che serve per ripristinare la fiducia nel nostro sistema finanziario”.

Gli impegni stabiliti al vertice sono: niente bonus per i manager che falliscono, più risorse per fronteggiare la crisi economica globale, definizione di regole per evitare conflitti d'interesse, sostegno e protezione a coloro che soffrono direttamente la crisi, in particolare chi ha perso il posto di lavoro, no a qualsiasi forma di ripristino di barriere agli scambi commerciali e finanziari, più trasparenza e criteri di merito per la scelta dei vertici delle istituzioni finanziarie internazionali.

Punto di maggiore discussione è stato il mettere fine ai paradisi fiscali. Pubblicati dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) due elenchi: nella black list Costa Rica, Malaysia, Filippine, Uruguay. Nella lista grigia, invece, 38 paesi tra cui Lussemburgo, Svizzera, Austria, Belgio, Singapore, Cile e isole Cayman, Liechtenstein Liechtenstein, Antille olandesi, Belgio e Principato di Monaco. Si tratta di paesi che, pur essendosi impegnati a rispettare le regole dell'Ocse non le hanno applicate.

Il G20 ha deciso che ci saranno sanzioni contro quei paesi che non forniscono le informazioni richieste, oltre all'irrigidimento dei vincoli amministrativi e il divieto per gli stati membri di depositare i loro fondi in questi paesi. leader del G20 si sono impegnati a garantire 1.000 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e altre istituzioni internazionali ed è stato, inoltre, deciso di triplicare le risorse a disposizione del Fondo fino a 750 miliardi di dollari, di cui 500 miliardi in nuovi fondi e 250 miliardi per il cosiddetto 'Special drawing rights' (diritti speciali di prelievo, una sorta di valuta virtuale del Fmi che può essere scambiata con dollari, euro, yen e altre monete importanti).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il