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Terremoto in Abruzzo: allarme dato in anticipo da un fisico inascoltato. Situazione e video

Era stato previsto da un ricercatore ai laboratori del Gran Sasso. Ha ucciso decine di persone il terremoto di questa notte in Abruzzo.



Gioacchino Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha messo a punto un sistema in grado di prevedere i terremoti, il tecnico denunciato per procurato allarme dopo aver previsto che un terremoto di grande entità avrebbe potuto colpire la zona di L'Aquila, era stato già intervistato lo scorso 24 marzo, aveva predetto il forte terremoto che in questa notte ha colpito l’Abruzzo e tutto il centro Italia e aveva detto che una rete di ‘precursori’ potrebbe garantire una capacità predittiva di grande rilevanza umana e sociale.

Sulle sue dichiarazioni, che in queste ore fanno il giro dei mezzi di informazione, si sta scatenando una polemica, perchè l'Istituto di Geofisica e Vulcanologia ribadisce in un comunicato ufficiale che “Allo stato attuale non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell'istante e della forza dell'evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento.

Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili”. Ma Giuliani ha specificato che il suo precursore sismico arriva ad anticipare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima. Nel frattempo, la situazione a L’Aquila, e in tutto l’Abruzzo, è piuttosto difficile e sfondo di grandi drammi umani. La tragedia si è verificata questa notte intorno alle 3:30 quando un violento sisma, di magnitudo 6,7 della scala Richter, ha colpito la zona intorno al capoluogo abruzzese. L'epicentro a 95 chilometri da Roma.

Il forte terremoto ha causato la morte di decine di persone (bilancio destinato a crescere) mentre sarebbero circa 50 mila gli sfollati. Molto pesante la situazione intorno all’Aquila: tantissimi stanno abbandonando la città a piedi per raggiungere case di amici e parenti nei centri vicini. Presi d’assalto i centri commerciali per l’acquisto di cibo e acqua. Chiusi parecchi tratti autostradali del centro della Penisola.

Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, ha commentato: "E’ la peggiore tragedia dall'inizio del millennio". Dichiarato lo stato d'emergenza. Anche il Papa lancia un messaggio di solidarietà e conforto per i bambini rimasti coinvolti nella tragedia. Nel frattempo, il premier Silvio Berlusconi, dopo aver rinunciato al suo viaggio in Russi, si sta recando in Abruzzo per toccare con mano il disastro che ha colpito la regione. Continuano ad imperversare suoni di sirene di ambulanze in città. 


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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il