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Carte di credito revolving per pagamenti a rate: come funzionano? Quali le differenze?

Continua a salire l'uso delle revolving fra gli italiani. Come usarle.



Sono circa il 40% le carte di credito revolving in circolazione in Italia, per un totale di circa 14 milioni. A differenza delle tradizionali carte di credito a saldo, le revolving permettono di rateizzare sia gli acquisti fatti sia i prelievi effettuati presso gli sportelli ATM, secondo un piano di ammortamento flessibile.

Le carte revolving mettono a disposizione dell'utente una vera e propria riserva di denaro sulla quale contare per effettuare acquisti o prelievi di contante. Ad ogni utilizzo la disponibilità della carta diminuisce, allo stesso tempo man mano che il titolare rimborsa le spese con comode rate mensili la disponibilità sulla carta si ripristina.

Per questo la carta revolving rimane uno strumento di credito, ma che può essere inteso anche come un onere da affrontare mensilmente. Esistono diversi tipi di carte revolving, ma le più diffuse sono le classiche, che prevedono un rimborso a rate, e le carte cosiddette opzione. La carta opzione offre la possibilità al titolare di scegliere se pagare a saldo, cioè tutto l’importo in un’unica volta con addebito sul proprio conto corrente o rateizzare il credito.

Le modalità di rimborso del credito sono numerose e variano molto a seconda delle esigenze del titolare: esistono rimborsi mensili fissi che vengono calcolati su una percentuale delle spese o esistono rimborsi che possono essere calcolati secondo un modello flessibile che prevede la facoltà di saltare il pagamento di alcune rate posticipandole nel piano di ammortamento.

Gli attuali modelli di revolving sul mercato sono in continua evoluzione e garantiscono maggiore elasticità nella formula di rimborso e personalizzazione nelle condizioni economiche, per questo al cliente è consigliato tenersi sempre aggiornato sulle novità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il