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Contratto nazionale: novità della riforma che verrà firmata domani

Attesa per domani la firma per il nuovo modello contrattuale. Le novità previste.



La bozza del testo per la riforma del modello contrattuale che sancisce il superamento dell'attuale assetto, definito con l'accordo del 23 luglio del 1993, dovrebbe essere definitivamente firmato domani in Confindustria dai sindacati confederali.

All'incontro, inizialmente previsto per lo scorso 8 aprile, sarà presente anche la Cgil, unica confederazione a non aver siglato l'intesa quadro a Palazzo Chigi lo scorso 22 gennaio.

Le novità prevedono contrattazione decentrata, aumenti del contratto nazionale legati non al tasso d'inflazione programmata ma ad un indicatore previsionale costruito sulla base dell'Ipca (indice dei prezzi al consumo armonizzato europeo), depurato della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, periodo di tregua di sette mesi in cui è vietato scioperare durante le trattative per il rinnovo.

La bozza, peraltro, vincola al rispetto delle procedure il meccanismo che assicura la copertura economica ai lavoratori in servizio alla data del rinnovo contrattuale. Altro punto fondamentale della riforma è il richiamo ad un accordo tra le parti sulla rappresentanza, che potrà prendere come riferimento il dato delle iscrizioni ai sindacati certificato presso l'Inps. Il nuovo contratto nazionale prevede una durata triennale, sia per la parte economica che per quella normativa, al posto dell'attuale biennio economico e quadriennio normativo.

Il nuovo indice previsionale al quale saranno agganciati gli aumenti contrattuali sarà elaborato da un soggetto terzo di provata autorevolezza che si occuperà, insieme ad un Comitato paritetico costituito a livello interconfederale, di verificare eventuali scostamenti tra l'inflazione prevista e quella reale. Sempre nei contratti nazionali si potranno prevedere forme di bilateralità anche con accordi interconfederali sui servizi integrativi di welfare.

Imprese e sindacati chiedono, inoltre, al Governo, per quanto riguarda il secondo livello contrattuale, che vengano incrementati e resi strutturali gli incentivi alla sua diffusione, assicurando così che gli aumenti siano sempre più legati al raggiungimento di obiettivi di crescita di produttività ed efficienza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il