Mutuo a tasso variabile con euribor 2009 al 1%: conviene la scelta?

L'Euribor continua a scivolare ma per i mutui a tasso variabile bisogna fare sempre attenzione



L’Euribor continua a scivolare, arrivando a toccare l’1%, soglia che, probabilmente, è destinata ad essere abbattuta al ribasso nei prossimi giorni. Ma quanto conviene effettivamente la scelta del tasso variabile per i mutui?

Secondo gli ultimi dati diffusi da Mutuionline, il 42,2% delle famiglie in procinto di contrarre un nuovo prestito casa nei primi tre mesi del 2009 ha richiesto il tasso variabile.

Oggi forse conviene perché punta al risparmio e certo gli euribor potranno scendere ancora (specie se la Bce taglierà nuovamente il costo del denaro ora all'1,25%). Ma torneranno inevitabilmente a salire nel momento in cui la crisi economica e finanziaria sarà superata.

Per evitare, dunque, di incorrere negli stessi errori di chi ha acceso mutui a tasso variabile vantaggiosi nel periodo 2004-2005 (quando gli Euribor erano scesi all'allora minimo storico attorno al 2%) rimane sempre necessario valutare la scelta con estrema attenzione.E’ importante, innanzitutto, regolarsi in base al proprio reddito per valutare il rapporto rata/reddito che si deve sostenere.

Roberto Anedda, direttore marketing e vicepresidente di MutuiOnline, primo broker italiano di finanziamenti immobiliari tramite Internet e telefono, ha spiegato: “La statistica del costo del denaro mi dice che anche per le lunghissime durate può convenire il fisso. Ora abbiamo dei variabili abnormemente bassi, ma va considerato che anche se dalla crisi non si uscisse prima di due anni la tendenza poi sarà quella di una risalita dei tassi e chi ha un variabile rischia di aver fatto un cattivo affare”.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il