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Farmaci generici a basso prezzo in Italia ostacolati secondo inchiesta Espresso

La vendita dei farmaci generici in Italia non decolla. I motivi.



La vendita dei farmaci generici in Italia non decolla nonostante si tratti di prodotti caratterizzati da un basso costo, o comunque inferiore rispetto a quelli di marca. Il farmaco generico è un prodotto che viene commercializzato quando è scaduto il brevetto del farmaco originale, quello cioè di marca.

Ciò non significa minore qualità ma si tratta essenzialmente di prodotti fuori dalla copertura brevettale. Sono i cosiddetti generici che, per colpa delle manovre delle diverse aziende interessate al settore, per colpa dei medici e anche nostra, dei cittadini, regalano a Big Pharma ogni anno una montagna di soldi che poi, lo Stato, si ritrova necessariamente a dover tagliare da altre parti come ospedali, farmaci innovativi, assistenza agli anziani, e così via.

La stessa Unione Europea accusa Big Pharma di ‘giocare sporco’ e per questo ha deciso di aprire un’inchiesta sulle ragioni, e talvolta gli illeciti, che impediscono al mercato dei generici di decollare come sarebbe logico che fosse. Secondo quanto riportato da L’Espresso, in un rapporto redatto dagli ispettori della Commissione europea sulla concorrenza, ci sarebbero circa 426 pagine che riportano i risultati preliminari di un'inchiesta nel settore farmaceutico, facendo riferimento ad alcune realtà come Sanofi-Aventis, Pfizer, AstraZeneca, Wyeth e GlaxoSmithKline.

Motivo dell'indagine? Scoprire, secondo quanto affermato da Neelie Kroes, commissario Ue per la Concorrenza, perché non vi sia innovazione e perché le alternative generiche più economiche vengano ostacolate. Si parte dal tempo: il prodotto low cost impiega fino a 20 mesi ad arrivare sul mercato dopo la scadenza del brevetto e pochi hanno interesse a sveltire le procedure.

Per accordi e collaborazioni che si celano dietro le grandi aziende farmaceutiche e le ‘risparmiatrici’, i grandi gruppi programmino le uscite di prodotti con criteri di profitto industriale e non di risparmio per i consumatori. E’, dunque, sempre e comunque il profitto finale che non spinge verso un’accelerazione dei tempi che potrebbe portare sul mercato più farmaci generici da vendere.

Sempre secondo L’Espresso, la vera contromisura per aprire definitivamente il mercato dei farmaci generici sarebbe, nel nostro paese, un patto tra i medici e il ministero, più forte di quello che stringono ogni giorno coi dottori italiani gli uomini delle aziende, gli informatori farmaceutici che battono il paese con un porta a porta incessante che oggi è l'unico rapporto che i medici hanno con il mondo dell'innovazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il