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Imprese e crisi economica in Italia: come viene affrontata. Alcune case-history

Imprese ancora in crisi. Come affrontarla? Tre diversi esempi di strategia.



Il boom della cassa integrazione nei primi due mesi del 2009 che si registrata in Italia testimonia che la crisi economica globale non è ancora passata e, anzi, pesa ancora notevolemente.

 Tre casi dimostrano come alcune aziende si organizzano in tempi di crisi per affrontare i ‘cattivi’ andamenti produttivi: calano gli ordini e la domanda è schizofrenica, aggirandosi fra continui alti e bassi. Flint Group Italia adotta la linea della gestione della cassa integrazione, mantenendo aperte tutte le linee produttive, per abbattere i costi e far fronte alla domanda che è debole.

Ruggero Galasso, delegato sindacale di fabbrica Filcem-Cgil, spiega che: “Di fronte alla crisi bisogna essere pragmatici. Solo se ciascuno fa il suo se ne può uscire E’ necessaria l’unità tra lavoratori e manager”. Così, nella filiale italiana della multinazionale, oltre 440 dipendenti e tre stabilimenti che producono inchiostri da stampa, la collaborazione tra le parti diventa essenziale.

Omikron Design, invece, piccola società che produce lampade di alta qualità, sbarca in Spagna e gioca attaccando la crisi che vuole vincere. La Omikron è una società a responsabilità limitata sotto i 15 dipendenti, che produce lampade di alta gamma. Federico Palazzari, amministratore e socio unico di Omikron Design, ritiene che sia questo il momento migliore per sbarcare su un mercato nuovo. “Questa strategia oggi comporta, spiega, organizzazione flessibile e leggera con costi fissi molto bassi.

Ridurre i costi, invece, sembra essere il must per Tisettanta, e in particolare quelli relativi a spese di marketing e comunicazione. Marco Moretti, direttore generale di Tisettanta, per non sprofondare nella recessione più acuta pensa di eliminare i costi superflui che, nel caso della storica azienda lombarda, con 125 dipendenti, un giro d'affari sui 25 milioni, e leader nelle produzione di mobili, si trovano anche, e soprattutto, nella pubblicità che deve necessariamente essere razionalizzata, senza subire sperperi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il