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Il federalismo fiscale è legge: novità e cambiamenti principali

Ok al federalismo fiscale. Cosa prevede. Le novità.



Il Federalismo fiscale è legge: via libera definitivo del senato con 154 sì, 6 no, 87 astenuti al disegno di legge di delega. A favore hanno votato Pdl, Lega Nord, Idv e i senatori dell'Svp-Autonomie. Contro l'Udc, mentre il Pd si é astenuto. Tra i voti in dissenso dal proprio gruppo quello del senatore dell'dv, Giuseppe Astore, che si é astenuto. I senatori del Pd Marco Follini, Franco Bruno e Claudio Molinari hanno votato no.

Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoni, ha commentato: “Il federalismo fiscale é un primo passo per le altre riforme, quelle istituzionali, dei regolamenti parlamentari, il codice delle autonomie che finora sono rimaste le grandi incompiute”. In due anni, inoltre, diventeranno attuativi i decreti della delega, su cui avrà poteri di controllo e indirizzo una apposita commissione bicamerale.

Il Pd ha chiesto e ottenuto che il governo si impegni a fornire almeno una simulazione sull'impatto sui conti pubblici della riforma entro 4 mesi. Il federalismo porta in scena importanti cambiamenti, a partire dal passaggio dalla spesa storica al costo standard, alla maggiore autonomia impositiva per le Autonomie locali, ai meccanismi di perequazione per garantire i territori più poveri, all’istituzione di Roma Capitale e di altre otto città metropolitane, ai premi per gli enti virtuosi e sanzioni per quelli che non dimostrano di esserlo, e, infine, al patto di convergenza e armonizzazione dei bilanci.

Fra questi, il cambiamento fondamentale è che il fisco sarà diviso in più livelli, ognuno con propria autonomia, anche se nel rispetto dei principi di capacità contributiva e di progressività previsti dall'articolo 53 della Costituzione. Le Regioni disporranno di compartecipazioni erariali, in via prioritaria all'Iva, tributi propri e quote di fondo di perequazione per finanziare le spese per lo svolgimento delle funzioni di loro competenza. 

Per quanto riguarda le reali competenze delle Regioni, queste avranno il compito di occuparsi di assistenza e sanità, cui si aggiunge la quota di spese amministrative dell'istruzione. Le Province, invece, si occuperanno di tutela ambiente, trasporti, istruzione e verranno finanziate con tributi connessi al trasporto su gomma, compartecipazione a tributi erariali e perequazione.

Mentre per quanto riguarda le spese Comuni, che riguarderanno essenzialmente territorio e ambiente, istruzione, edilizia scolastica, viabilità e settore sociale, queste verranno finanziate con le imposte immobiliari, un mix di compartecipazione a Iva e Irpef e fondo di perequazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il