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Febbre suina: l'influenza si sarebbe potuta prevedere grazie a Google?

Febbre suina: Google poteva prevederla?



Mentre i governo messicano, dopo giorni di allarme, inizia a comunicare di avere la situazione sotto controllo, mentre in Italia è stato accertato, curato e guarito un caso, l’influenza suina continua, in realtà, a creare paure e tensioni. L’influenza suina, poi ribattezzata per non spargere la falsa credenza secondo cui la trasmissione del virus avviene mangiando carne di maiale e insaccati, si è diffusa in pochissimo tempo in tutto il mondo, provocando decine di morti e centinaia di casi di contagio in ogni continente.

L’accusa al governo messicano è stata quella di non aver avvisato per tempo in modo da bloccare la diffusione del virus mentre avrebbe potuto farlo sin dal febbraio scorso quando un caso di morte sospetta si era già verificata in un piccolo villaggio. La febbre suina si poteva prevedere e bloccare, dunque, sin dall’inizio.

Ma le notizie non finiscono qui, perché un’interessante analisi pubblicata da Google, grazie al proprio strumento di monitoraggio delle chiavi di ricerca più utilizzate applicato proprio alle malattie di stagione, già esistente da prima della nuova epidemia, ha messo in luce come qualche anomalia in Messico fosse già stata rilevata.

Secondo quanto pubblicato in una nuova pagina sperimentale dedicata proprio al Messico, lo staff di Google ha riscontrato un picco anomalo nelle ricerche sul motore di ricerca dedicate proprio ai sintomi influenzali, differente rispetto ai dati registrati negli anni scorsi e che quindi se colto in tempo avrebbe potuto far prevedere l’arrivo della nuova febbre.

Secondo Jeremy Ginsberg di Google, la relazione reale tra il picco nelle ricerche in Messico e l’epidemia d’influenza suina non sarebbe stato ancora verificato paragonandole ai casi reali di malattia come, invece, avviene per gli Stati Uniti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il