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Orari di lavoro: riduzione richiesta da Ue per diminuire licenziamenti

Meno ore di lavoro e più formazione: la proposte di Ue.



L’Unione Europea ha delineato una sorta di nuovo decalogo per salvare più posti di lavoro possibile nelle aziende che soffrono ancora la crisi economica globale. Per ridurre al minimo gli effetti delle difficoltà attuali sul settore occupazionale, la Ue consiglia una riduzione degli orari di lavoro, l’attenuazione del cuneo fiscale e dei costi amministrativi per chi ha un’attività economica e il ricorso al Fondo sociale europeo.

Jose Manuel Barroso ha spiegato come “Agire ora è necessario per ridurre le perdite occupazionali e aiutare milioni di persone a trovare posti di lavoro nuovi e migliori”. L’idea è che i lavoratori delle imprese in crisi trascorrano meno ore al lavoro e impieghino il tempo, invece, per seguire corsi di formazione finanziati dai fondi europei in modo tale da incrementare le loro possibilità di trovare un nuovo, e se possibile, impiego.

L’allarme occupazione era stato dato qualche settimana fa dal premier lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker davanti al Parlamento europeo, che aveva affermato che “L'aumento della disoccupazione in Europa causerà la rottura della coesione sociale con conseguenze e rischi politici chiari". Prima di questo affondo il premier lussemburghese aveva detto senza mezzi termini che "la situazione dell'occupazione peggiora sempre di più, è una crisi drammatica da vari punti di vista.

Avrà conseguenze estremamente negative per le finanze pubbliche, poichè abbiamo attivato gli stabilizzatori automatici, ma avrà anche un impatto strutturale più a lungo termine e sulla crescita potenziale, che diminuirà".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il