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Ottobre 2009 e crisi economica: sfiorata una catastrofe secondo Tremonti. Il suo racconto

“Abbiamo rischiato una catastrofe globale, gli effetti disastrosi di una guerra senza averla combattuta”. Così Giulio Tremonti.



“Abbiamo rischiato una catastrofe globale, gli effetti disastrosi di una guerra senza averla combattuta”. Così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, inizia il suo racconto di qualche aneddoto su quanto è accaduto nelle stanze delle cancellerie europee nello scorso ottobre, durante quello che è stato definito il periodo peggiore della crisi economica attuale.

E il racconto di Tremonti arriva in risposta a quanti da mesi chiedono riforme drastiche per uscire da questa condizione di difficoltà economica, senza sapere cosa effettivamente sia già stato fatto di grande. Una sorta di retroscena per far capire la portata della crisi a chi non lo sa.  “In quei giorni, dice, stava per andare in bancarotta l’intero sistema finanziario del mondo occidentale.

Dai Paesi nordici arrivò la notizia che l’Islanda era in grave difficoltà. Sul momento non era chiara la portata di quella crisi su altri Paesi, che, poi, si fece sentire fino alla City di Londra. Molti capitali britannici erano, infatti, stati investiti nei confini del piccolo Paese al confine con la Groenlandia. Il nove ottobre, al vertice del Fondo monetario, il cancelliere dello Scacchiere ci disse, con tono quasi rassegnato, che lunedì Londra non avrebbe aperto.

Se la City non avesse aperto significava che anche Wall Street sarebbe rimasta chiusa. E’ stato in quel momento che sono scesi in campo i decreti salva banche del governo e Silvio Berlusconi nella sala stampa di Palazzo Chigi rassicurò gli italiani sulla tenuta del sistema bancario. Così i governi e la mano pubblica hanno sostenuto la mano privata”.

L’epilogo della tensione per una crisi senza precendenti sarebbe arrivata quando Tremonti parla di una ‘svolta’ verso la metà di ottobre e cioè al vertice di Parigi del 12 ottobre, dove protagonisti delle querelle sono stati i governi nazionali, con le loro esigenze e i loro problemi da affrontare e sostenere, e non l’Unione europea.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il