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Prezzi alimenti, frutta e verdura sempre più alti: la Mafia controlla la filiera

La mafia sul controllo di prezzi di frutta e verdura. L'indagine de L'Espresso.



Tra lavoro nero ed usura, con conseguente aumento dei prezzi dei prodotti venduti, la Mafia arriva a controllare il settore agroalimentare italiano. Questo è il responso di un’inchiesta condotta da L’Espresso su preezi di frutta e verdura venduti in alcune città italiane.

Per capire i meccanismi di funzionamento di questo settore del made in Italy, basta entrare in uno a caso dei grandi supermercati all'ingresso di Vittoria, capitale siciliana del pomodoro ciliegino (la versione senza marchio del più celebre Pachino). Sulla vaschetta-standard da mezzo chilo, l'etichetta documenta che il produttore è un agricoltore locale.

Il contenitore in plastica con l'ortaggio fresco, però, risulta confezionato da un grossista di Fondi, in provincia di Latina. Per passare dai campi di Vittoria ai supermercati di Vittoria, insomma, questi pomodorini tondi hanno percorso un viaggio di andata e ritorno di 1.636 chilometri. Questi lunghi viaggi spesso nascondono forme di attività criminale che si snodano fra speculazioni affaristiche, frodi, truffe nei controlli e corruzioni.

Secondo quanto rilevato, al mercato di Vittoria, che è il più grande del Sud, i produttori scaricano le cassette e trattano con gli intermediari ogni pomeriggio, a partire dalle 16 e i prezzi cambiano ogni giorno. Nella seconda settimana di maggio un carico di ciliegini viene venduto a 1 euro e 60, di cui il 10% tocca al commissionario, titolare del box, che in Sicilia paga anche i facchini e il primo imballaggio, cosa che, invece, per esempio, non accade Milano.

Poi, il giorno dopo, i pomodori ripartono per Catania con un camion e via nave per Napoli, fino ad arrivare al mercato ortofrutticolo di Fondi, il più grande d'Italia. Qui la stessa merce viene rivenduta dal grossista direttamente ai magazzini dei supermercati, chiamati 'piattaforme': il prezzo sale a 2,40 per le vaschette da 500 grammi. Nei supermercati, sia a Roma che a Milano, saranno rivenduti a 3,98 euro al chilo.

Ed è così che la grande distribuzione incamera con un solo passaggio almeno il 40% del valore, ciò significa più del produttore e di tutta la sua manodopera. E’ da queste osservazioni che emerge il dato di come negli ultimi anni ‘l'ingerenza mafiosa emerge anche nella fissazione dei prezzi sui mercati ortofrutticoli: quotazioni sui campi stracciati, listini all'ingrosso gonfiati da fortissimi e ingiustificati rincari’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il