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Piano Casa e ampliamento: legge per ogni regione di quello che si potrà fare

Piano Casa ancora in divenire: si attendono le leggi regionali sulle nuove disposizioni. La situazione.



Sono undici le regioni italiane che hanno definito le linee generali e le bozze dei testi normativi relativi al Piano Casa annunciato dal premier Berlusconi per rilanciare il settore edilizia: ristrutturazioni, abbattimenti e ricostruzioni su cui avrebbero dovuto lavorare governi e regioni. Era marzo.

Ma dopo due mesi e mezzo l’unica regione ad aver varato una legge vera e propria in materia è quella della Toscana. Veneto, Sicilia e Umbria hanno varato un disegno di legge mentre Marche e Piemonte e Lombardia si aggiungeranno presto.

Sono, inoltre, quasi pronti i testi di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lazio, mentre la provincia autonoma di Bolzano ha scelto di attuare il piano casa delegando alla giunta e ai comuni il compito di fissare i dettagli su ampliamenti e requisiti energetici. Le maggiori differenze riguardano la percentuale di incremento, commisurata a seconda dei casi sul volume o sulla superficie esistente, e gli standard energetici richiesti per dare il via ai lavori.

Tutte le atre regioni attendono di sapere cosa effettivamente questo nuovo Piano prevede. Questa attesa è stata spiegata per le divergenze di tempi e lavori stabiliti ma non rispettati. Se, infatti, lo scorso primo aprile le regioni hanno siglato un'intesa con il governo impegnandosi entro 90 giorni a varare le proprie leggi per disciplinare gli ampliamenti del 20% e i lavori di demolizione e ricostruzione con premio di cubatura del 35%, la mancata emanazione del decreto legge di semplificazione edilizia,  bloccato dal mancato accordo proprio tra stato e regioni, ha lasciata aperta un'incognita su problematiche come i lavori senza Dia e la valutazione ambientale strategica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il