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Cassa integrazione in Italia per chi perde posto di lavoro. Requisiti, stipendio, durata

Cassa integrazione: in cosa consiste e chi può usufruirne.



In periodi di crisi economica come quella che attualmente l’intero mondo sta vivevano, per le aziende anche più produttive che, però, non riescono a sostenere le difficoltà, l’alternativa al licenziamento si chiama Cassa integrazione.

E’ uno tra i più importanti ammortizzatori sociali previsti dall'ordinamento giuridico italiano che, ome tutti gli ammortizzatori sociali, tutela il reddito dei lavoratori che sono in procinto di perdere o hanno perso il posto di lavoro. Si tratta di una prestazione economica che l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale eroga a favore dei lavoratori che si trovano in una situazione di momentanea o parziale sospensione della loro attività, tanto che i periodi di cassa integrazioni sono validi per la maturazione della pensione.

E’ ciò che spesso accade in questo periodo, periodo nel quale le strategie di marketing volte a salvare le aziende in crisi partono, innanzitutto, con il taglio del personale. La Cassa Integrazione scatta nel momento in cui si verifica una sospensione totale dal lavoro (CIG a zero ore) o una sospensione parziale. Esistono, secondo quanto previsto dalla legge, due tipi di cassa integrazione ed entrambe le procedure non possono superare, complessivamente, 36 mesi in 5 anni.

La prima è quella ordinaria che si applica in caso di ‘difficoltà temporanee e a carattere transitorio dell'industria (escluso l'artigianato) a prescindere dal numero di dipendenti, del settore edile e dell'agricoltura (per eventi metereologici)’. La cassa integrazione ordinaria, dunque, scatta quando la riduzione o la sospensione dal proprio lavoro dipendono da cause contingenti di durata temporanea come ad esempio le crisi locali e quelle di settore. La cassa integrazione guadagni ordinaria corrisponde l'80% della retribuzione che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate.

La seconda, invece, quella  straordinaria, scatta  in casi di ‘crisi, ristrutturazione, riorganizzazione, conversione produttiva, privatizzazioni, fallimento, alle imprese industriali con più di 15 dipendenti e del commercio con più di 50, e alle aziende dell'editoria’.  Questa tipologia assicura un reddito sostitutivo della retribuzione che corrisponde all'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non svolte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il