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Stress sul lavoro causato dal capo ufficio: il dipendente va risarcito.E' mobbing secondo cassazione

Il capo stressa il dipendente: lo risarcirà per i danni patiti. A stabilirlo la Corte di Cassazione. Il caso.



Il capo stressa il dipendente con un continuo e pressante stillicidio finalizzato a sminuirne le capacità professionali: lo risarcirà per i danni patiti. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione che invita i capi irascibili a mettere freno ai loro nervosismi in ufficio, altrimenti saranno costretti a rimborsare il lavoratore che a causa delle vessazioni ha subito uno 'stress emotivo.

I giudici supremi parlano di Stress di mobbing. La sentenza arriva dopo una caso denunciato in Liguria. Un dirigente di un ufficio giudiziario è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a risarcire gli stati ansiosi e depressivi provocati dal suo comportamento aggressivo e prevaricatore nei confronti di una cancelliera alle sue dipendenze.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso del capo prepotente contro la condanna emessa, nel novembre 2005, dalla Corte di appello di Genova. I supremi giudici, per prescrizione, hanno però cancellato la condanna a 20 giorni di reclusione per lesioni colpose. Il dirigente è stato accusato di aver offeso l'onore e il decoro dell'impiegata con frasi come ‘lei è una falsa, non finisce qui, gliela farò pagare, è una irresponsabile’.

Durante il processo i colleghi di lavoro della donna avevano testimoniato che il dirigente aveva un atteggiamento quotidiano violento, aggressivo, alimentato da intemperanze, gesti di violenza e prevaricazione. Questi comportamenti avevano provocato nella cancelliera uno stato ansioso depressivo, con tachicardia in stress emotivo, malattia che imponeva ai medici di prescriverle prima, nel marzo '99, sette giorni di cura e riposo e poi nell'aprile del '99, altri 15 giorni di riposo e cura. Per i giudici si è trattato di mobbing.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il