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Commissione di massimo scoperto in banca cancellata, ma i costi rimangono alti. Ecco come

Via la commissione di massimo scoperto e ok a nuove voci di sostituzione, con costi sempre alti. I motivi



La voce della Commissione di massimo scoperto è scomparsa dalle informazioni bancarie, ma è stata sostituita da altre voci. In un contratto di apertura di credito (fido bancario o affidamento) sottoscritto tra banca e cliente, la commissione di massimo scoperto (CMS) era una percentuale, calcolata al tasso convenuto, sulla massima esposizione avuta sul conto corrente durante il trimestre di riferimento ed veniva sommata agli interessi convenzionali.

Risultati per il cliente? Superinteressi sui conti correnti in rosso. La commissione di massimo scoperto era motivata dal fatto che il fido bancario aveva, comunque, natura onerosa per l'istituto di credito. Ora questa commissione si massimo scoperto è stata abolita ma non scomparsa del tutto, perché è stata sostituita da altre voci (che prenderanno il via a partire dal prossimo 28 giugno), la più comune commissione di affidamento, che, in sostanza, non si differenziano molto dalla commissione precedente.

A pagare saranno come sempre milioni di correntisti, famiglie e imprese, che corrono il rischio di subire un duro colpo con aumenti, su base trimestrale, a partire dal 280% sino a toccare la soglia del 440%. Sono questi, infatti, i dati emersi dall’analisi della Cgia di Mestre.

Se questi dati venissero davvero confermati, si tratterebbe di un vero e proprio salasso a danno dei contribuenti ma, secondo quanto comunicato, la commissione di affidamento “è pienamente legittima e risponde alla necessità prevista delle norme di informare i clienti a seguito di modifiche delle condizioni”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il