Mutui a tasso variabile preferiti dagli italiani nel 2009 per i bassi tassi di interesse. I rischi

Chi decide di accendere un mutuo in questi tempi di crisi opta per il tasso variabile. I motivi e i rischi



Se i prezzi del mattone sono ancora alti, nonostante l’ondata di crisi economica che sta investendo il mondo, c’è comunque chi decide di acquistare una nuova casa e per farlo sceglie un prestito a tasso variabile piuttosto che uno a tasso fisso.

Dai dati diffusi dall'Osservatorio di MutuiOnline emerge che la richiesta di mutui a tasso variabile è più che raddoppiata, ed è passata dal 18,2% del primo semestre 2008 al 47,4 dei primi cinque mesi di quest'anno. Inoltre, secondo dati Assofin, nel primo trimestre di quest'anno le erogazioni di nuovi mutui hanno registrato una flessione del 32,5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ma gli esperti consigliano ancora parecchi attenzione, perché il tasso variabile è molto sensibile all'andamento dall'economia: ai primi segnali di ripresa i tassi ricominceranno a correre e le rate lieviteranno. Per fare un esempio concreto per far capire come la situazione del mercato immobiliare possa rapidamente capovolgersi, basti pensare che nel maggio 2005 l'Euribor a 1 mese/365 quotava 2,13%, a fine settembre raggiunse il suo picco con il 5,12 (più che raddoppiando in pochi mesi).

Ora, a seguito della crisi, per chi accende un mutuo variabile le condizioni sono più che vantaggiose, basti pensare che per mutui ventennali di 100 mila euro la differenza con il tasso fisso può raggiungere i 150 euro al mese. Ma ora i tassi sono ridotti al massimo ed è condizione che, assicurano gli esperti, non durerà all'infinito.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il