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Pensioni dipendenti pubblici: ritornano i 40 anni di anzianità non di lavoro effettivo

Niente più 40 anni di servizio effettivo: per andare in pensione basteranno i 40 anni contributivi.



Si ritorna al pensionamento dei dipendenti pubblici al raggiungimento dei 40 anni contributivi: a stabilirlo è stata la nuova manovra d’estate portata in Cda venerdì scorso. In base a questo provvedimento, le amministrazioni pubbliche potranno procedere, nel triennio dal 2009 al 2011, alla risoluzione del rapporto di lavoro (e del relativo contratto individuale) al raggiungimento dei 40 anni di anzianità massima contributiva.

Niente più, dunque, i 40 anni di effettivo servizio. Secondo questa disposizione, il pensionamento riguarderà più persone, perché rientreranno nel conto degli anni di lavoro anche gli anni del corso di laurea riscattati, il periodo del servizio militare prestato o di altri lavori svolti purché abbiano registrato un versamento dei contributi.

Per il momento sembra essere ufficialmente interessato da questo provvedimento solo il mondo della scuola, dove già da un paio di mesi si prospettava la necessità di reintrodurre il meccanismo del collocamento a riposo di professori e amministrativi al compimento di 40 anni di contributi per salvare un buona fetta di precari che il prossimo anno scolastico rischiano di rimanere a casa.

Per il resto, gli interessati dalla novità saranno la stragrande maggioranza dei dipendenti, compresi i dirigenti, con l'eccezione, però, dei magistrati, dei professori universitari e dei dirigenti medici responsabili di struttura complessa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il