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Fuori dagli studi di settore 2008-2009: quando conviene adeguarsi? Consigli e indicazioni.

La CGIA di Mestre ha realizzato uno studio che mostra i diversi scenari che si aprono per artigiani, commercianti e professionisti alle prese con gli studi di settore.



Sia per gli studi relativi alle attività professionali che per quelli d’impresa sono nati nuovi indicatori per garantire una grado di precisione della stima dei ricavi o compensi superiore rispetto a quello fornito dagli indicatori approvati nel 2007. Previsti anche quattro interventi correttivi che rimodellano gli studi sulla base dei colpi inferti dalla crisi.

La CGIA di Mestre ha realizzato uno studio che mostra i diversi scenari che si aprono per artigiani, commercianti e professionisti alle prese con gli studi di settore. Se si risponde al Fisco al primo appello, ogni mille euro di maggiori ricavi si devono sborsare dai 627 ai 723 euro in più a seconda del reddito. Il primo termine è scaduto il 6 luglio, ma c’è tempo fino al 5 agosto, pagando lo 0,40% in più. Tuttavia, ci sono strade alternative a Gerico (Gestione ricavi e compensi).

La tabella elaborata a Mestre ipotizza che il Fisco abbia concesso uno sconto del 20% per chi decide di resistere portando argomentazioni valide. Si spende di più se si patteggia subito, mentre si spende di meno aderendo all’accertamento (circa 40 euro) o usando la conciliazione giudiziale (circa 10 euro). Si spende moltissimo se si perde in malo modo in Commissione tributaria. Secondo la CGIA di Mestre, la scelta dipende dall’entità dello scostamento e dalla sostenibilità delle proprie ragioni, con particolare riguardo alla credibilità del reddito in rapporto all’effettiva situazione patrimoniale e alla specificità della propria azienda in rapporto agli studi di settore. Meglio adeguarsi se gli importi sono modesti, meglio resistere se le cifre richieste sono alte.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il