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Direct mail, Dem e newsletter sempre meno lette secondo ricerca 2009. E la pubblicità?

Recenti ricerche mostrano che l'efficacia delle email pubblicitarie e delle newsletter è sempre più ridotta.



Due studi, uno sulla diffusione delle email pubblicitarie e delle newsletter, l’altro sull’effettiva efficacia degli strumenti di direct mailing. Due facce della stessa medaglia, perché da un lato l’Email Marketing Consumer Report 2009 di ContactLab evidenzia che sono oltre 420 milioni le email ricevute dagli utenti web solo in Italia, mentre dall’altro l’Email Marketing Metrics Report di MailerMailer rileva che le effettive letture dei messaggi sono in calo.

Si dice che il direct mailing sia efficace in quanto consente di personalizzare i messaggi e gli invii in funzione delle specifiche caratteristiche del singolo cliente, di raggiungere il target con strumenti e formati di elevato impatto emozionale, di analizzare i risultati e i ritorni. Ebbene, le mailing list pubblicitarie stanno perdendo appeal, se è vero che solo il 12,5% dei messaggi è stato letto nel corso del secondo semestre del 2008, rispetto al 13,2% rilevato nei sei mesi precedenti. Il DEM, insomma, sembra perdere smalto, anche se le newsletter e le email ricevono accoglienza diversa in base al settore d’impresa e al numero dei destinatari. Nel caso di elenchi medi e piccoli, i messaggi mostrano performance migliori rispetto alle liste più grandi: i tassi di apertura e di click-through, ovvero i click andati a buon fine, sono superiori nelle liste che contengono un numero di iscritti al di sotto delle mille unità.

In generale la personalizzazione dei messaggi e la focalizzazione su target specifici e ristretti restano le leve che consentono di promuovere contenuti più aderenti ai bisogni e alle esigenze degli iscritti e quindi aumentano le probabilità di successo di una campagna di invii.

Questo insieme di dati non devono però scoraggiare gli investitori dall'utilizzo pubblicitario di questo canale, piuttosto devono indurli a imporre una maggiore qualità di contenuti nelle email e nelle newsletter e a prestare maggiore attenzione nella scelta del target giusto piuttosto che a propendere per lo spam generalizzato, fastidioso per il destinatario e spesso fallimentare nei risultati finali.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il