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Pensioni e aumento dell'età dal 2015. Donne a 65 anni. La riforma

Nuova riforma di stabilizzazione del sistema previdenziale secondo l'aspettativa di vita. Il ministro Sacconi illustra la nuove misure pensionistiche



Il ministro del Welfare, Maurizio, Sacconi ha annunciato ‘una forma di stabilizzazione del sistema previdenziale valutando l'aspettativa di vita’. Secondo quanto prevede un emendamento presentato da governo e relatori delle commissioni Bilancio e Finanze al dl anti crisi, a decorrere dal primo gennaio 2015 i requisiti di età anagrafica per l’accesso al sistema pensionistico sono adeguati all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat e validato da Eurostat con riferimento al quinquennio precedente.

Il ministro ha tenuto a precisare che si tratta di una “sorta di una piccola finestra mobile, sostanzialmente impercettibile per le persone”. Le novità maggiori interessano l'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego: dal 2010 è fissata a 61 anni (contro gli attuali 60), mentre nel 2018 salirà a 65 anni, stessa età prevista per gli uomini e in adeguamento alla normativa italiana alla sentenza della Corte di Giustizia europea.

L'aumento dell'età pensionabile avverrà gradualmente in dieci anni: uno ogni due. Escluse da questa misura le lavoratrici che al 31 dicembre 2009 abbiano maturato i requisiti di età e anzianità contributiva previsti della normativa vigente.

I risparmi ottenuti con il provvedimento confluiranno nel fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri per interventi dedicati a politiche sociali e familiari con particolare attenzione alla non autosufficienza. 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il