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Scudo fiscale 2009-2010 approvato: le novità. Aliquote, condizioni, destinatari

Via libera alle nuove misure di scudo fiscale. Le novità dal 15 settembre



Via libera alle nuove misure di scudo fiscale, la cui data di partenza è prevista per il prossimo 15 settembre (non più 15 ottobre come inizialmente stabilito). Le nuove misure stabiliscono che nessun reato potrà più essere salvato a eccezione della dichiarazione infedele e dell'omessa dichiarazione.

L'emendamento prevede, infatti, l'aumento delle sanzioni per l'omessa dichiarazione di detenzione di investimenti e attività all'estero: potrà variare dal 10 al 50%, (mentre ora varia dal 5 al 25%) ma viene eliminata la possibilità di confisca. E’ stata, poi, eliminata la possibilità di regolarizzare, senza rimpatriarle, le somme detenute in Paesi aderenti allo spazio economico europeo.

Ora la facoltà di non rimpatriarle resta solo per i Paesi Ue. La nuova norma, infatti, norma prevede l'istituzione di un'imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali, detenute fuori dal territorio dello Stato e a condizione che le stesse vengano rimpatriate in Italia da paesi extra Ue, nonché regolarizzate, ovvero rimpatriate, purché in essere in paese dell'Unione europea.

L'emendamento garantisce l'anonimato e prevede che il rimpatrio, cioè la regolarizzazione, avvenga con il pagamento dell'imposta e non può costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale. Il gettito sarà inserito in una contabilità speciale e potrà essere utilizzato a partire dal 2010.

Infine, stabilita l’aliquota complessiva del 5%, applicazione sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 settembre 2009 e fino al 15 aprile 2010: questi i due aspetti principali dell'emendamento sullo scudo fiscale. Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha spiegato: “Se non avessi dovuto fare il Dpef per legge, non avrei fatto previsioni. Ho scritto che il Pil crescerà dello 0,5% nel 2010 perchè ci sono alcuni indicatori positivi. L’impressione è che, finita la fase di caduta, si apra una fase in cui si può essere realist”.

 Anche secondo Bankitalia il 2009 si chiuderà con un calo del Pil pari al 5,2%, stima contenuta nel Bollettino economico. Meno fiduciosa via Nazionale si mostra per il 2010. Inoltre, si stima che nei prossimi tre anni, secondo il Dpef, gli investimenti privati in acquisti di macchinari dovrebbero crescere in media del 2,8%, e gli investimenti in costruzioni dell’1,9%. Critico il Pd: “Dopo aver dichiarato solennemente la fine dei condoni ne ricomincia una stagione con l’esito inevitabile di un maggior carico fiscale su chi fa il suo dovere”, ha detto PierLuigi Bersani.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il