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Piano casa approvato in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Umbria. Le regole

via libera al nuovo piano casa in alcune regioni italiane. Cosa prevede



Via libera al piano casa in sei regioni di Italia, mentre in dirittura d’arrivo si è nel Lazio e in Campania. Si parte dalla Lombardia, dove l’approvazione del nuovo piano permette ampliamenti del 20% se grazie ai lavori si riesce a risparmiare il 10% dell'energia necessaria al riscaldamento, portando così a 4,1 milioni il numero di edifici mono o bi-familiari che possono fruire delle leggi regionali sugli ampliamenti.

Ciò significa che il 47% del popolo delle villette può decidere se allargarsi, sfruttando le nuove normative locali nate dall'intesa con il governo dello scorso marzo. La legge del Pirellone entrerà in vigore il 16 ottobre prossimo. Al gruppo rappresentato insieme alla Lombardia anche da Piemonte, Veneto, provincia di Bolzano, Emilia Romagna, Toscana, Umbria si aggiunge anche la provincia di Trento, che non aderirà al piano casa (l'accordo con il governo non vincola le regioni e le province autonome) ma offre già nella legislazione ordinaria incentivi finanziari alle ristrutturazioni, che si riferiscono alle abitazioni occupate con non più di due interni, in sostanza le villette mono e bifamiliari, con superficie sui 120-140 metri quadrati per unità immobiliare.

Nel panorama delle villette mancano ancora all'approvazione molte regioni italiane: da Molise (60%), Sardegna (58,8%), Sicilia (53,6%), Basilicata (51,9%), a Calabria (50,8%) e Abruzzo (50,4%. Tra le regioni che hanno approvato la legge figura, invece, il Veneto che registra l'intensità maggiore di piccoli immobili (48,9%) e la Lombardia che ne ospita il numero più elevato (più di 1,1 milioni). Gli ampliamenti potrebbero essere attuati anche in complessi più grandi, dove però solitamente solo chi abita all'ultimo piano può ingrandirsi, rispettando il decoro architettonico dell'edificio e la sua sicurezza statica.

Ma si verificano anche condizioni nelle quali, a volte, anche i condomini dei piani sottostanti hanno voglia di ingrandirsi e, in questi casi, la soluzione potrebbe essere quella di ampliare in larghezza, ma sarebbe più complicato. Bisognerebbe, infatti, che tutti siano concordi e che ci sia lo spazio edificabile sul terreno adiacente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il