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Imprese e informatica in Italia: il 70% taglia le spese ICT per la crisi

Oltre il 70% delle imprese riduce gli investimenti ICT. La crisi e le sue conseguenze



Sono oltre il 70% le aziende che tentano di minimizzare i costi IT riducendo il budget a disposizione, registrando rispetto ai principali colleghi europei (Regno Unito, Germania, Francia e Spagna) una differenza di spesa del 40%. Questo è quanto emerge dalla terza indagine congiunturale Assinform IT focalizzata sulle misure urgenti per sostenere domanda a sviluppo.

Le imprese italiane tagliano il budget dedicato alle spese IT, rinunciano ad investire in nuovi progetti e non aggiornano il proprio parco macchine, tutto fino a quando le previsioni per il futuro non saranno più rosee dopo questa crisi finanziaria globale che ha ridotto alcune imprese sul lastrico. Rispetto ai risultati dell’indagine svolta a febbraio, questa terza rilevazione mette in evidenza una situazione in rapido peggioramento.

La restrizione degli ordinativi e il calo del fatturato riguarda oltre il 50% del campione e un quarto delle imprese interpellate prevede una diminuzione dell’occupazione dipendente e un minor impiego di consulenti.

Osservando questo quadro, il presidente di Assinform, Paolo Angelucci, sottolinea come sia necessario “mettere in campo sia misure urgenti per sostenere il settore dell’Information Technology, sia una politica strategica di sviluppo della domanda IT e valorizzazione delle sue filiere, per aprire nuove opportunità di crescita all’economia italiana. L’investimento IT è un fattore strategico di crescita, di modernizzazione e di risparmio, perché migliora l’efficienza dei processi e delle performance”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il