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L’80% dei diplomati lavora dopo tre anni. 2 su 3 al Nord dove il guadagno è più alto che al Sud

Più lavoro al Nord che al Sud e meglio retribuito. La situazione



A tre anni dal conseguimento diploma, il 52,6% dei giovani lavora, mentre il 14,8% cerca ancora lavoro. In questo quadro generale emerge, inoltre, che la percentuale di coloro che lavorano è più altra al nord, circa del 62,6%. Sono questi gli ultimi dati emersi sul lavoro e diffusi dall’Istat.

Secondo l'Istituto,le regioni che si distinguono per i tassi di occupazione più elevati sono: Lombardia (65,1%), Veneto (63,4%) e Piemonte (61,5%), mentre Basilicata (35,6%), Molise (37,1%) e Calabria (37,4%) sono quelle con i livelli più bassi di occupazione (oltre 15 punti percentuali inferiori alla media nazionale). A risentire della differenza di possibilità di lavoro in Italia sono i giovani laureati alla ricerca di un posto.

Differenza anche per quanto riguarda le retribuzioni, su una media di circa 1.045 euro al mese. La differenza tra le diverse aree geografiche del Paese, così come tra i sessi, appare evidente nelle retribuzioni: se nel Centro e nel Mezzogiorno si percepisce poco meno di 1.030 euro, nel Nord il guadagno medio sale a 1.068 euro al mese. Lo scarto della retribuzione media mensile tra Nord e Mezzogiorno, inoltre, risulta minimo per gli uomini (solo 37 euro) ed elevato per le donne, per le quali raggiunge i 133 euro.

Differenze di retribuzioni si notano anche a seconda del tipo di lavoro svolto: i diplomati con i guadagni più alti sono quelli che svolgono un lavoro autonomo, con 1.346 euro mensili, mentre i dipendenti ricevono una retribuzione media di 1.012 euro, ed i lavoratori a progetto 960 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il