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Telefonare, usare PC e fare più cose nello stesso tempo: il multitasking peggiora qualità del lavoro

Gli impiegati che svolgono molte attività contemporaneamente, utilizzando più media insieme, sono meno produttivi di quelli che fanno una cosa alla volta.



Cosa hanno più degli altri gli individui che riescono a compiere più azioni e a seguire più media? Qual è quella particolare dote che permette a queste persone di svolgere funzioni diverse? Queste le domande alla base dello studio condotto da un team di ricercatori della Stanford University guidato dal professor Cliffor Nass, i cui risultati sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Risultati che, dicono Nass e colleghi, sono sorprendenti. Le persone multifunzionali con i media, ovvero coloro che per esempio guardano un video su YouTube mentre scrivono una email e stanno magari anche parlando al telefono, in realtà non svolgono bene queste funzioni. Più fanno, peggio lo fanno, la sintesi del commento di Nass.

I ricercatori di Stanford hanno monitorato due gruppi di studenti, uno avvezzo al multitasking, l’altro abituato a compiere un’azione per volta. Attraverso una serie di test psicologici, Nass e colleghi hanno misurato l’attenzione e la memoria, la capacità di ignorare le informazioni irrilevanti e di focalizzarsi su quelle essenziali, l’organizzazione delle stesse. Ebbene, i multitaskers incalliti sono risultati peggiori nel concentrare la loro attenzione, nell’organizzare le informazioni, nel saltare da una funzione all’altra.

I ricercatori ipotizzano che i risultati indichino che il multitasking mediatico sia associato a uno specifico approccio all’elaborazione delle informazioni da parte del cervello e annunciano di voler approfondire gli studi per comprendere se sia effettivamente il multitasking a causare performance peggiori o se gli individui votati alla multifunzionalità estrema presentino strutture cognitive particolari.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il